L’ESTATE NELLE OPERE D’ARTE

digital art di Emanuela Possidente

In questi giorni il sole fà un pò i dispetti un giorno sembra già estate, il giorno dopo sembra d’esser tornati in inverno.

Ma io sogno il mare l’odore dell’acqua salata, le risa dei bambini che si divertono nell’acqua, le mamme che gridano d’uscire fuori, il venditore di cocco che arriva al grido di “cocco bello – cocco fresco”, l’odore delle creme solari.

Il tema dell’estate e del bagno che sia al mare, al lago, al fiume è ricorrente nell’arte

e quando penso all’estate nelle opere d’arte mi viene subito in mente le bagnanti di Pablo Picasso,

tema che Picasso rielaboro più volte durante tutta la sua produzione di opere d’arte creando una vasta collezione;

Per lui era un modo per rifugiarsi in un mondo lontano dalla realtà, a metà strada tra il mito classico e la vacanza;

Dettato dallo stato d’animo in cui si trovava dettato dal periodo storico.

Ma il tema dei bagnanti nell’arte è stato declinato in infiniti modi in diverse epoche, possiamo citare George Seurat  che ha realizzato attraverso la tecnica del puntinismo da lui prediletta il quadro “Bagnante ad Asniéres “ dove vengono rappresentati dei ragazzi che fanno il bagno.

e come non citare  La gioia di vivere” un dipinto di Henri Matisse  un pittore che ho sempre amato per il suo modo di dipingere, la sua visione del mondo, dei colori, delle forme… si può dire che dipingeva con gli occhi di un bambino.

Potrei continuare in eterno a citarvi altre opere che raffigurano il tema delle/dei bagnanti, ma è molto più interessante se li cercate da voi;

Come una sorta d’esercizio e magari lo condividete con altri amanti della storia dell’arte.

LA MATERNITA’ NELL’ARTE

Illustrazione di Emanuela Possidente

La maternità nell’arte…

Tutti i grandi artisti si cimenteranno almeno una volta con il tema della maternità attraverso la figura di Maria e Gesù , dando una propria interpretazione al soggetto.

Piero della Francesca, Leonardo, Botticelli, Michelangelo, Raffaello, Tiziano, Ruben e molti altri…

Nel 1606 la Madonna dei pellegrini di CARAVAGGIO fece scandalo ma come sempre ci regalò un capolavoro; Maria compare alla vista dei poveri devoti umana, reale è una figura in carne e ossa; Caravaggio scelse una cortigiana come modella, contravvenendo a tutte le regole ma dando ancora più carica simbolica al quadro. Maria tiene in braccio un Gesù Bambino così reale che quasi non sembra essere santo, nella sua tenerezza sorretta dalle braccia della madre si cela tutta la forza dell’amore materno.

Mentre nell’opera di GUSTAVE KLIMT le tre età della donna che in realtà celebra appunto l’infanzia, la maturità e la vecchiaia. L’abbraccio fra la donna e la bambina colpisce per la sua tenerezza diventando uno dei simboli artistici del rapporto mamma-figlio.

un’interpretazione diversa viene data da TAMARA DE LEMPICKA una donna artista, una delle prime a farsi strada, per di più notoriamente trasgressiva ed incurante delle norme sociali e morali, ci mostra la maternità come qualcosa di non voluto ed imposto che rovescia il punto di vista

Tamara in questo quadro Maternità del 1928 trasmettere tutta la sua contrarietà ad essere rinchiusa nel ruolo di madre, che ricopre controvoglia.

E’ un’opera estremamente coraggiosa: lo sguardo perso nel vuoto trasmette preoccupazione e la scena dell’allattamento non trasmette più tenerezza ma inquietudine; La donna si chiede: sarò all’altezza di questo ruolo? Saprò ricoprirlo ? Amerò come si deve questo bambino? Diverrò solo madre e non sarò più una persona?

Siamo alla fine degli anni ’20 eppure tutte queste domande sono più che mai attuali.

Non tutte le donne vivono la maternità nello stesso modo, non si nasce madri lo si diventa crescendo con i propri figli; Chi sceglie o subisce un Cesario non è meno madre di chi partorisce naturalmente, chi adotta, chi ricorre alla procreazione assistita, chi sceglie di non avere figli o non può averne non è meno donna, non sa amare meno non è meno madre di altre…

Dal disegno al Costume di scena

Ho accantonato per un attimo il mio mondo fatto di disegni & co

Per dedicarmi all’arte dei costumi di scena; Riprendendo i miei sogni nel cassetto, che ogni tanto fanno capolino e prendono vita…

Da designer sono abituata a studiare, a progettare e poi elaborare. Ma ogni volta, in ogni progetto esce sempre l’emozione di veder nascere tra le mie mani la creatura che ho disegnato.

In questo progetto ho ripreso anche le mie doti sartoriali per realizzare con le mie manine e portare così in vita i costumi per il balletto di cui vi ho parlato nel precedente articolo.

Ed ecco come procedono i lavori…

Ho terminato i costumi per le ballerine/ballerini che interpreteranno Davide nel balletto ispirato a Davide e Golia e quelli per il peccato originale.

Sono abbastanza soddisfatta del mio lavoro, perchè si può sempre fare di meglio. Non bisogna fermarsi mai e cercare di migliorare sempre, non sopporto quelli che pensano di essere già arrivati. Ma poi dove devono arrivare? Ci vuole impegno, costanza,modestia per ammettere i propri errori e migliorare (questo vale per qualsiasi settore).

Ecco un’anteprima

(Per la privacy delle ballerine ho coperto il loro volto)

Ma il lavoro è duro,ho ancora da completare Golia, Adamo e i Serpenti. Disegnare, progettare è bellissimo ma realizzare quello che si ha in mente non è sempre facile.

Chi non cuce o non fà lavori artigianali spesso sottovaluta il lavoro che ci vuole, i sacrifici, la fatica.

Spesso sento dire cosa ci vorrà in mezzora lo fai?

Purtroppo è cosi ma quando trovi chi apprezza davvero il tuo lavoro ti senti molto soddisfatto.

Quindi workinprogress…