IL MIO CALENDARIO 2019 REALIZZATO PER LA SCUOLA

 

Come da tradizione ogni anno a novembre si inizia a pensare ai calendari per l’anno che verrà.

In giro possiamo trovare dei calendari illustrati molto belli, basta dare un’occhiata su Instagram o Pinterest per farsi un’idea.

Esistono vari formati:

Calendario da parete

Calendario da tavolo

Poster o foto calendario

Calendario magnetico

Possono essere annuali come per i poster calendari, mensili o settimanali; molto usato per quelli da parete è il Calendario olandese caratterizzato da numeri dei giorni ben visibili e spazi per le annotazioni.

Tutte le nazioni utilizzano un proprio calendario ufficiale per definire le festività quelle occidentali utilizzano il calendario gregoriano

Anche quest’anno mi è stato commissionato il calendario per la scuola dell’infanzia Santa Elisabetta di Genova;

Ho realizzato un foto calendario da parete con illustrazioni create da me che riprendevano il tema dell’anno scolastico: le stagioni, il bosco e la pigiatura dell’uva.

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Per la privacy ho oscurato le faccine dei bimbi, come potete vedere l’impaginazione è quella di un calendario scolastico ma ho cercato di puntare sulle illustrazioni realizzate con tecnica digitale bidimensionale a tinte piatte, dai tratti volutamente infantili e un pò sognanti.

work in progress

Non mi sono più dedicata mio malgrado al blog e alle mie attività perché ero impegnata nel secondo work in progress più bello della mia vita.

L’illustrazione è un pò datata perché ormai siamo al 100%

Il 16 agosto del 2018 dopo 17 ore di travaglio e un cesareo d’urgenza (film già visto con la prima gravidanza) è arrivata Alice; Uno scricciolo che aveva tanta voglia di vedere il mondo da non poter aspettare il termine.

Comunque è andato tutto bene la pupa sta bene e io mi sto rimettendo in sesto.

Non starò a raccontarvi le gioie e i dolori d’essere mamma, della gravidanza, allattamento ecc. non voglio annoiarvi e poi in questo sito si parla di arte, design, illustrazioni, cucito creativo, del mio mondo.

Ma ci tenevo a condividere un piccolo momento di gioia.

Ho molte idee e progetti da portare avanti, che andranno un pò a rilento ma ci tengo a svilupparli e a condividerli con chi mi segue; Mi dedicherò al cucito creativo e all’abbigliamento per l’infanzia; Al design e all’illustrazione.

Ad ottobre parteciperò su Instagram all’evento di inktober, per ogni giorno del mese di ottobre si deve postare un disegno legato al tema del giorno.

Presto avrete mie notizie work in progress…

#behappy

LA MATERNITA’ NELL’ARTE

Illustrazione di Emanuela Possidente

La maternità nell’arte…

Tutti i grandi artisti si cimenteranno almeno una volta con il tema della maternità attraverso la figura di Maria e Gesù , dando una propria interpretazione al soggetto.

Piero della Francesca, Leonardo, Botticelli, Michelangelo, Raffaello, Tiziano, Ruben e molti altri…

Nel 1606 la Madonna dei pellegrini di CARAVAGGIO fece scandalo ma come sempre ci regalò un capolavoro; Maria compare alla vista dei poveri devoti umana, reale è una figura in carne e ossa; Caravaggio scelse una cortigiana come modella, contravvenendo a tutte le regole ma dando ancora più carica simbolica al quadro. Maria tiene in braccio un Gesù Bambino così reale che quasi non sembra essere santo, nella sua tenerezza sorretta dalle braccia della madre si cela tutta la forza dell’amore materno.

Mentre nell’opera di GUSTAVE KLIMT le tre età della donna che in realtà celebra appunto l’infanzia, la maturità e la vecchiaia. L’abbraccio fra la donna e la bambina colpisce per la sua tenerezza diventando uno dei simboli artistici del rapporto mamma-figlio.

un’interpretazione diversa viene data da TAMARA DE LEMPICKA una donna artista, una delle prime a farsi strada, per di più notoriamente trasgressiva ed incurante delle norme sociali e morali, ci mostra la maternità come qualcosa di non voluto ed imposto che rovescia il punto di vista

Tamara in questo quadro Maternità del 1928 trasmettere tutta la sua contrarietà ad essere rinchiusa nel ruolo di madre, che ricopre controvoglia.

E’ un’opera estremamente coraggiosa: lo sguardo perso nel vuoto trasmette preoccupazione e la scena dell’allattamento non trasmette più tenerezza ma inquietudine; La donna si chiede: sarò all’altezza di questo ruolo? Saprò ricoprirlo ? Amerò come si deve questo bambino? Diverrò solo madre e non sarò più una persona?

Siamo alla fine degli anni ’20 eppure tutte queste domande sono più che mai attuali.

Non tutte le donne vivono la maternità nello stesso modo, non si nasce madri lo si diventa crescendo con i propri figli; Chi sceglie o subisce un Cesario non è meno madre di chi partorisce naturalmente, chi adotta, chi ricorre alla procreazione assistita, chi sceglie di non avere figli o non può averne non è meno donna, non sa amare meno non è meno madre di altre…